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Debito pubblico: il demonio del ventunesimo secolo

Articolo condiviso da: Linkiesta

Uno dei tanti giornali online che stanno nascendo, caratterizzati dall'assenza di uno schieramento politico, dalla mancanza di amministratori/soci di maggioranza direttamente coinvolti nella politica e da uno spirito critico decisamente imparziale è Linkiesta. Il suo ampio successo è dovuto proprio alla elevata trasparenza con cui vengono date le notizie e alla cura con cui vengono trattati certe tematiche calde del clima politico economico nazionale e internazionale.

Molto interessanti sono i dossier di Linkiesta su temi di attualità come il famigerato debito pubblico, lo spettro della società del benessere, la "droga" del consumismo, il "mostro" creato dall'economia finanziaria dei giorni d'oggi.


Nell'infografica di Linkiesta è evidenziato il rapporto debito/PIL: per chi fosse meno esperto in materia il PIL (Prodotto interno lordo) corrisponde alla produttività del Paese. Dunque negli anni in cui il rapporto debito/PIL non è diminuito, è avvenuta una crescita del PIL maggiore rispetto all'aumento del debito: proprio così.. il debito è sempre costantemente aumentato anno dopo anno, governo dopo governo.
Anche negli anni del boom economico, quando la generazione del dopoguerra entrava nella fase del consumismo spinto, quando negli occhi dei giovani si vedeva lontano la via della ricchezza e alle spalle la via della povertà, il debito pubblico aumentava nell'ignoranza generale delle conseguenze.

E' triste pensarlo, ma chi ha vissuto la ripresa del dopoguerra in realtà ha usato dei soldi che gli sono stati prestati a debito. Debito che aumentava di pari passo con lo sviluppo e che generava interessi sempre maggiori fino ad arrivare al punto che un'arresto della produttività (dal 2008) ci ha fatto ricordare che deve essere ripagato..

Link dell'articolo: http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano