crisi di liquiditàLe parole chiavi più gettonate delle ultime settimane sono liquidità e, più nello specifico, crisi di liquidità. Ma di cosa stiamo parlando? La liquidità consiste nelle disponibilità di mezzi di pagamento a breve ovvero le risorse di cassa e gli altri mezzi monetizzabili a breve. La crisi di liquidità corrisponde ad una drastica riduzione di tali disponibilità.

Dunque mancano i mezzi di pagamento necessari a scambiare beni e servizi. Attenzione: abbiamo le risorse (macchinari, impianti, risorse umane, ecc.), ma restano inutilizzate poichè mancano i mezzi di scambio necessari alla circolazione dei beni e dei servizi che le risorse stesse contribuiscono a produrre. Dunque produrre di più serve a poco se prima non si aumenta la disponibilità di mezzi di pagamento e quindi la liquidità disponibile.
 
Allora non siamo poveri, non siamo incapaci di produrre per qualche motivo tecnico, tecnologico o climatico. Anzi siamo tecnicamente e tecnologicamente in grado di autosostenerci anche in condizioni climatiche ostili, ma siamo incapaci di scambiare le risorse poichè non disponiamo di strumenti abbastanza adeguati. Ma in realtà abbiamo una tecnologia in grado di strutturare sistemi di scambio evoluti e più adatti ad un'economia dinamica quale è quella attuale.

Niente di più dinamico, innovativo, tecnologico e economicamente sostenibile può essere la Moneta Complementare: una valuta parallela a quella tradizionale con l'unica funzione di facilitare gli scambi e la circolazione di beni, servizi e risorse, completamente slegata da logiche di tipo finanziario. Dall'economia finanziaria bisogna ritornare ad un'economia reale basata sulla centralità delle risorse produttive e sulla circolazione efficiente di beni, servizi e lavoro richiesti dalle imprese e dalle comunità.

Non si può che chiudere con una citazione di Albert Einstein: "Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose".